sono io, con i miei pregi e con i miei difetti. Con la mia atavica pigrizia e la mia inesauribile voglia di fare. Con il BED sempre con il fiato sul collo e un occhio alla bilancia. Ma comunque sorrido, perchè sono sempre io ... Marilena
Ecco un’altra prima donna dello Zodiaco.
Narcisista, orgogliosa, melodrammatica in ogni sua manifestazione, esprime in ogni situazione di vita la sua natura estrosa e incontenibile.
Ha però un’intelligenza accorta e indagatrice che le consente di non scoprire mai completamente le sue carte e di non lasciarsi mai cogliere alla sprovvista dagli eventi o dalle reazioni altrui.
Perfettamente consapevole del suo fascino, oltre che della sua forza di carattere, utilizza queste sue chances come strumenti efficacissimi per farsi strada nella vita e realizzarsi nel lavoro e in amore Non esiste difficoltà che la spaventi e di fronte a un traguardo professionale impegnativo o a un uomo che recalcitra non recede di un passo fino a che non si è assicurata la vittoria.
Ma nemmeno questo basta a tranquillizzarla e se le situazioni le appaiono troppo monotone, se la sua esistenza diviene troppo statica per i suoi gusti, provvede lei a scatenare nuovi conflitti, a inventarsi nuove passioni da coltivare, a coinvolgere chi le è accanto nel continuo approfondimento dei problemi.
Non è facile riuscire a condividere i suoi ritmi di attività e la sua resistenza psicofisica mette duramente alla prova chi non arriva al suo livello.
Certo, non è una donna che lasci intravedere orizzonti placidamente rassicuranti: polemica, contestatrice per natura, ama andare controcorrente e suscitare anche qualche perplessità con la sua spregiudicatezza e la dialettica pungente.
E poi è una dominatrice che impone senza mezzi termini le sue regole e, a lasciarle campo libero, prenderebbe in mano le redini della vita altrui.
Ma viverle accanto è stimolante, perché con lei nulla è scontato e ogni esperienza acquista l’esaltante impronta della unicità.
Dotata di straordinario sex appeal ha un notevole potere sugli uomini e tanto più su chi ama.
Ottima organizzatrice del ménage domestico è una madre intransigente e possessiva, attaccatissima ai figli, anche se non ostacola la loro autonomia.
Questo paese non merita bambini.
Questo paese non metira studenti appassionati.
Questo paese non merita ricercatori preparati.
Questo paese non merita insegnanti coscenziosi.
Questo paese non ci merita ...
Tornando da Milano, oggi ho sentito questa canzone. Che frotta di ricordi sono tornati in mente! Primo su tutti Matteo: questa infatti era la canzone che sentivo in quel periodo. E ancora ci credo a quelle parole ...
C'era una volta una mentalità
1 canna 2 stanze e 43 amici
1 candela e tanta voglia e fa'
o' burdell chiamato "a rivoluzione".
Ciccio tra tutti era targato - NA -
non capiva però gli piaceva fumare
aveva gli occhi da' felicità
e un vocione paesano "passate stà canna!".
Slogan bandiere e tanti capi che
tutti bravi a parlare tutti a comandare
menti borghesi e figli di papà
che si armarono tutti con spranghe e pistole.
Ciccio pensava "ma che stanno a' fa' ?"
Non capiva e perciò continuava a fumare
tutti si alzarono "è deciso già!!"
Via alla rivoluzione... "ci va Ciccio terrone!".
Fammi sparire fammi sperare
fammi quello che vuoi
ma non farmi sparare.
Fammi tradire fatemi odiare
famm' chell che vuo'
... Ma non voglio sparare mai.
Ciccio voltò le spalle e se ne andò
e sperava nel giusto cercando 1 mestiere
e dopo 86 concorsi entrò
arruolato nell'arma dei Carabinieri.
Smise col fumo e poi s'innamorò
di un carabiniere del "Basso Treviso"
addestramento e infine poi giurò
e ad un tratto lo armarono per intervenire.
Fammi sparire fammi sperare
fammi quello che vuoi
ma non farmi sparare.
Fammi tradire fatemi odiare
famm' chell che vuo'
... Ma non voglio sparare mai.
C'era una volta una mentalità
1 canna di mitra e di fronte 2 amici
Ciccio sapeva troppe cose ormai
salutò il suo cane ... chiuse gli occhi e disse "puoi sparare".
E la sua anima poi s'innalzò
verso il cielo del sud...per il Paradiso
"un angelo armato...Ciccio tu diventerai"
era il Padreterno che gli fece 1 sorriso.
Fammi sparire fammi sperare
fammi quello che vuoi
ma non farmi sparare.
Fammi tradire fatemi odiare
famm' chell che vuo'
... Ma non voglio sparare mai.
Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Piero Calamandrei
11 febbraio 1950
III Congresso in difesa della Scuola nazionale
Tagliare gli investimenti nella scuola equivale a segare il tronco di un albero stando seduti sul ramo più alto. Il futuro dell’Italia nasce nelle Università, nei licei, negli asili. Se ne uscirà spazzatura, il Paese rimarrà una discarica.
Quando si parla di scuola si discute di occupazione, di ricercatori licenziati, di 50.000 insegnanti precari che rimarranno a casa. Sui nostri ragazzi però nessuno fiata. Sulle conseguenze per i loro studi. Meno investimenti vuol dire meno qualità, meno aule didattiche, meno laboratori, meno collegamenti in Rete, meno pc per gli studenti. In pochi anni siamo passati da Internet e Inglese del secondo governo Berlusconi (ricordate le tre I?) ai grembiulini della Gelmini del terzo governo Berlusconi. Il quarto, se ci sarà, introdurrà il pallottoliere in ogni classe. Lo psiconano taglia perché non ha più soldi. Non li ha per la scuola. Per altre spese invece il problema non sussiste. Catania, città fallita dell' ex sindaco Scapagnini, riceverà 150 milioni di euro. Non sarà neppure commissariata. Il Comune di Roma dissestato da Topo Gigio Veltroni ha ottenuto 500 milioni
di euro per ripianare parte del deficit. E dal 2010 questa somma (CINQUECENTOMMILIONI) diventerà un finanziamento annuo permanente.
Testa d’Asfalto non taglia le Province (da abolire), gli stipendi dei parlamentari (i più alti d’Europa), i parlamentari (il maggiore per numero di abitanti in Europa). Non accorpa i Comuni sotto i 5000 abitanti, non abolisce una delle Camere.
Non può licenziare i politici e i loro portaborse.
Agli studenti del Politecnico di Milano è arrivata una lettera per il nuovo Anno Accademico. Li informa che:
“E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge n. 112, che prevede per l’intero sistema universitario una forte riduzione del personale e del Fondo di Finanziamento Ordinario, ovvero di quelle risorse che ogni anno lo Stato investe nell’Università. Tale provvedimento comporterà per il Politecnico di Milano una notevole carenza di organico, e colpisce in particolar modo le aspettative di tutti quei collaboratori di ricerca che forniscono la loro opera in regime di precariato, in attesa dell’opportunità di un concorso. Rispetto alla riduzione dei fondi poi è evidente come il taglio stimato per l’Ateneo tra i 20 ed i 40 milioni di euro potrà incidere sulla sua politica nella didattica, nella ricerca e nello sviluppo.”
Il federalismo fiscale della Lega sta producendo i suoi effetti. Fondi ai comuni del Sud falliti, tagli alle Università del Nord. Belin, così sono capace anch’io.
Ultimamente ho uno stuolo imbarazzante di ammiratori ...
Dopo la frase dell'altro giorno, un compagno di gdr online (mai visto e mai conosciuto, non so nemmeno come fa di nome) mi ha scritto questo tramite missiva:
tu devi avere uno stuolo di pretendenti ... quale uomo non vorrebbe una donna che si veste celtica e le piacciono i bambini? Io combatterei ... poi ti rapirei... e quasi quasi imiterei Uther Pendragon su Excalibur... (seduce la sposa del Duca di Cornovaglia, Igraine, grazie all'inganno della magia di Merlino, n.d.M.)
Il volto di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre del 2004, quando aveva quasi quattro anni, è stato ricostruito dai carabinieri del Ris di Roma, che su disposizione della procura di Marsala hanno elaborato due immagini della bambina come potrebbe apparire oggi.
Le due immagini della bimba, che compirà otto anni il prossimo 26 ottobre, sono molti simili tra loro: in una, la bambina ha la frangetta, mentre nell'altra la fronte è scoperta e i tratti del naso sono leggermente diversi, ma nell'insieme il volto è lo stesso.
Le immagini sono state presentate ieri sera durante il programma Chi l'ha visto? che è tornato a occuparsi del caso raccogliendo lo sfogo della mamma di Denise, Piera Maggio. "Non ho più fiducia nella procura di Marsala. Sono molto delusa dal nuovo procuratore e questo mi dispiace molto" ha detto la donna.
L'elaborazione delle foto è stata illustrata dal tenente colonnello Luigi Ripani. "Le immagini sono state elaborate con la tecnica dell'age progression che riproducono, attualizzandole, le verosimili sembianze di Denise", ha spiegato. "Non c'è naturalmente la certezza che Denise, oggi, sarebbe proprio così", ha aggiunto Ripani, sostenendo che "è molto più facile ricostruire i processi di invecchiamento in una persona adulta, il cui volto resta sostanzialmente lo stesso, che quelli di crescita in un bambino". Tuttavia, partendo dalle foto di Denise e dalle sembianze di alcune sue parenti e incrociando tutti i dati a disposizione grazie a un software particolare, "siamo riusciti a ottenere un'immagine - ha spiegato l'ufficiale - che riteniamo possa essere molto simile al volto attuale della piccola Denise".
La mamma di Denise si è però lamentata del ritardo con cui sono state elaborate quelle foto. Intervenendo a Chi l'ha visto? la signora ha spiegato di avere sperimentato un atteggiamento di "totale chiusura" da parte di Alberto Di Pisa, insediatosi a settembre a capo della procura di Marsala. Aveva chiesto lei stessa a luglio di elaborare quelle foto e ha poi avanzato la richiesta di vederle, "ma il procuratore mi ha inspiegabilmente detto di no, con un atteggiamento che mi ha offeso e deluso, così come mi hanno reso perplessa altri aspetti". "Altre volte in passato - ha aggiunto - ho manifestato dubbi sulla linea investigativa della procura, ma ne ho parlato solo all'interno degli uffici giudiziari. Adesso, però, valutando questo comportamento e come stanno procedendo le cose, devo dire davanti a tutti che non mi fido più".
Un sant'uomo muore e giunge in Paradiso dove viene ammesso senza esitazioni. Tuttavia il sant'uomo chiede, prima di accettare, di poter visitare il luogo dove dovrà trascorrere l'eternità. Viene accontentato e un Angelo l'accompagna in questa visita. Ecco che, dietro una collina, si vedono migliaia e migliaia di esseri felici.
'Vedi, caro amico' dice l'Angelo 'questi sono i Musulmani giusti, che si sono comportati bene sulla Terra e ora si godono il Paradiso'
Ancora qualche centinaio di metri ed ecco un altro gruppo di esseri.
'Questi' spiega l'Angelo 'sono gli Induisti giusti, che si sono comportati bene sulla Terra e ora si godono il Paradiso'
Un pò più giù, stessa storia, ecco gli Ebrei giusti, ecco gli Atei giusti, ecco i Buddisti giusti e via di questo passo.
Poi, all'improvviso, un muro altissimo. Due scale a pioli sono appoggiate al muro e l'Angelo comincia a salire, mentre il sant'uomo fa altrettanto con l'altra scala.
'Che succede qui' chiede il sant'uomo, e viene immediatamente zittito dall'Angelo che lo invita al silenzio più totale. Giunti in cima, possono vedere, all'interno del recinto, un altro gruppo di migliaia di esseri.
'Chi sono?' chiede l'uomo giusto e si fa zittire un'altra volta dall'Angelo che gli sussurra 'Te lo spiegherò quando saremo giù'
Ridiscesi, l'uomo giusto chiede all'Angelo: 'ma chi sono quelli, e perché non potevo parlare?'
'Vedi figliolo' risponde l'Angelo 'quelli sono i Cristiani giusti e non si può parlare vicino a loro perché li lasciamo nel loro convincimento di essere soli qui...'