... apro il mio cuore ...
Non sono sparita.
Non mi sono dimenticata del blog.
Ho solo molta confusione in testa, come non ne avevo da tempo.
E non è facile cercare di trovare una soluzione; e non è facile cercare di non mangiare per scaricare la tensione; e non è facile cercare qualcosa che mi distragga.
Caos più totale, che il caos del Cern in confronto è un dilettante ...
Un irrefrenabile desiderio di riempirsi.
E' ciò che si prova allorchè ci coglie, improvviso e prepotente, un attacco di binge eating (mangiare compulsivo).
Improvvisamente ci si sente come un enorme contenitore, vuoto e risonante, pronto a disintegrarsi se non viene riempito.
La concretezza umana facilmente identifica col cibo il mezzo con cui colmare i vuoti interiori a causa di un rapporto immediato e naturale con esso, la reale sensazione di "pieno" che fornisce al sistema nervoso e ai livelli di glucosio del sangue e non ultimo per via della facilità di reperirlo.
Il cervello però è tratto in inganno, poichè questo bisogno non è alimentare, ma psicologico.
Qui sta il nodo cruciale della malattia del binge eating, un erroneo spostamento dell'identificazione del bisogno. Ricondurre la psiche all'identificazione del vero bisogno è fondamentale ed importante, sia perchè si può soddisfare la richiesta psicologica corretta e dunque passare da uno stato di bisogno ad uno di soddisfazione sia perchè si possono evitare tutti i danni fisici legati alla compulsività, alla dipendenza e all'obesità che ne derivasse.