... apro il mio cuore ...
Quando ho sentito la notizia su Carlo Marcelletti, mi si è ghiacciato il sangue nelle vene.
Premetto che io ADORO questi eroi che, giorno dopo giorno, in silenzio, salvano migliaia di bambini facendo il loro dovere. Premetto che ognuno di loro mi ricorda il mio caro prof. Milella, l'eroe che nel giugno 1980 mi ha dato la possibilità di camminare, di camminare bene e addirittura di metterci su ciccia su queste anche sbilenche con cui sono uscita fuori da mamma mia. Sarei tentata di perdonare a questi eroi qualsiasi malefatta, davvero, perchè con il loro operato si sono guadagnati anche la possibilità di prendersi qualche libertà. Ma poi sento che forse il prof. Marcelletti avrebbe sul proprio cellulare delle immagini pedopornografiche (approposito, ma questi scoop chi li offre alla stampa? gli inquirenti? no, non ci credo. Forse sono chiacchiere di un collega invidioso? forse ... ma non ci devo pensare io a questo, vero?) e il sangue si fa a cubetti nelle vene. Questo non posso perdonarlo, no no ... non mi puoi salvare migliaia di bambini, di neonati, e poi sorridere nel vederli nudi, no no. Ma io a questa cosa non ci credo, perchè oltre a credere nell'intima bontà di ogni uomo, io mi FIDO CIECAMENTE di questi eroi, fede granitica in loro.
E gli inquirenti, idioti, me lo mettono agli arresti domiciliari. E al tg5 di pranzo, oggi, mamme in lacrime chiedono di lasciarlo andare in ospedale, perchè il loro bimbo la loro bimba in quel momento sta aspettando un trapianto, è sotto i ferri per sistemare chissà quale malformazione.
E io torno a perdonare qualsiasi cosa abbia fatto quest'uomo, eroe sì ma pur sempre uomo.
PARIGI - L'Assemblea nazionale francese ha approvato questa mattina in prima lettura una proposta di legge dell'Ump, il partito di maggioranza, che reprime l'incitamento all'anoressia, anche su Internet, stabilendo delle pene che possono arrivare fino a due anni di prigione e a 30.000 euro di multa. La pena può salire a tre anni di prigione e a 45.000 euro di multa, se "la provocazione a ricercare una magrezza eccessiva ha comportato la morte della persona interessata".
Al momento non si tratta ancora di una legge: il testo deve andare al Senato nelle prossime settimane. All'Assemblea Nazionale è stato votato solo dai deputati dell'Ump e da una deputata socialista. I gruppi socialista e Comunista-Verdi si sono astenuti, definendo la legge una "esibizione, il cui unico approccio è quello della repressione".
La proposta di legge è stata illustrata da Valerie Boyer, deputata del partito di maggioranza Ump. "Di fatto certe persone incitano direttamente o attraverso i mezzi di comunicazione - riviste, internet, tv - le persone a privarsi di cibo per diventare eccessivamente magre", ha osservato la Boyer.
In Francia l'anoressia colpisce fra le 30.000 e le 40.000
persone, il 90% delle quali donne: i picchi dell' inizio sono a 12-13 anni e a 18-19 anni. Il tasso di mortalità di questa malattia è del 5,6% entro 10 anni e del 20% nel lungo termine.
Appena una settimana fa gli operatori della moda, della pubblicità, dei media, e il governo avevano firmato la 'Carta di impegno volontario sull'immagine del corpo e contro l'anoressia', che non prevede misure vincolanti.
Queste sono cose che mi fanno incazzare dal profondo. Politici, invece di cincischiare, pensate al nostro futuro!!!
(da 'La Repubblica')
Angelo non ha ancora diciassette anni ma lavora da quando ne aveva poco più di dodici. È un minorenne che lavora, come tanti anche in Italia. Lavoro precoce, lo chiamano. Angelo non è il suo vero nome, la sua storia però è vera. È lui che la racconta. Lo fa con frasi mozze, senza dettagli, senza passione, con tanta ritrosia. A tratti con distacco. Ma accetta di farlo. Sta in assemblea, seduto in prima fila, jeans, giubbotto e zuccotto bianco, che non toglie mai.
Siamo a Brancaccio, storico quartiere proletario ad alta intensità mafiosa di Palermo, a qualche centinaio di metri dalla parrocchia di don Pino Puglisi, trucidato da Cosa nostra. Siamo nell'aula magna della scuola media statale "Sandro Pertini". Scuola serale. Si parla di lavoro, questa volta, di quello che si fa e di quello che non c'è e che da queste parti non c'è mai stato. Perché a Palermo il tasso di disoccupazione rasenta il 19 per cento. Parlano gli insegnanti e il preside Rosario Ognibene; parla dei nuovi progetti della Fiat a Termini Imerese e dei corsi di formazione il sindacalista della Cisl Giuseppe Lupo, ma parlano soprattutto i giovani minori, adolescenti costretti a lavorare già da bambini.
Sempre in nero, sempre pagati poco. Sempre precari. Ma non sono eccezioni. Perché così lavorano i minori in Italia: di nascosto, nell'ombra. Sono - per definizione - lavoratori poveri, perché la povertà è il primo fattore che strappa i minori dalla scuola. E il tasso di povertà tra i più giovani è al sud quattro volte superiore a quello del nord. Per questo l'Italia è tra i paesi sviluppati quello nel quale il lavoro minorile rischia di allargarsi ancora.
I dati sono allarmanti. L'Istat si occupa ancora poco dei lavori minori, quelli under 15 per le statistiche. L'ultima indagine (Bambini, lavori e lavoretti) risale al 2002 e la precedente addirittura al 1967. Dunque all'inizio del nuovo millennio (non c'è motivo di pensare che le cose siano migliorate, anzi) i ragazzi con meno di quindici anni che svolgevano un qualsiasi tipo di attività lavorativa erano 144.285, cioè il 3,1 per cento dei circa 4,5 milioni di bambini di quell'età.
La percentuale sale man mano che cresce l'età: lo 0,5 per cento tra i sette e dieci anni, il 3,7 per cento tra gli undici e i tredici, ben l'11,6 per cento dei bimbi di quattordici anni. Ma quello del lavoro precoce è un fenomeno che, proprio perché illegale, facilmente sfugge ai tabulati della statistica. L'Ires, il centro studi della Cgil, ha allargato il campo della ricerche e da tempo stima che i piccoli al lavoro siano molti di più, intorno ai 500 mila che arrivano a oltre 600 mila se si considerano, da una parte anche i quindicenni, dopo l'innalzamento a sedici anni dell'obbligo scolastico, e dall'altra, oltre agli immigrati, coloro che non sono ancora maggiorenni e hanno già lavorato prima di aver compiuto i quindici anni. Un approccio che potremmo definire realistico.
Ma c'è Angelo che parla. Per lavorare si sveglia alle tre di notte. Il suo è un lavoro pericoloso. Angelo "dipende" da un'azienda di Carini, alle porte di Palermo, che smaltisce rifiuti speciali. Raccolgono le batterie esaurite, l'olio vecchio delle macchine, ferro e metalli. Con il furgoncino, guidato dal fratello (che ha 28 anni), arrivano fino a Gela. "Sono cinque anni che lo faccio", dice. Quasi dieci ore di lavoro al giorno. La sua paga è di 300 euro alla settimana. "Ma io - spiega - aspetto i diciotto anni, prendo la patente e mi metto in proprio. Così guadagno di più. Cosa faccio nel weekend? Sono stanco e mi riposo".
Sempre in prima fila c'è un giovane poco più grande di Angelo. È appena maggiorenne. Ma, anche lui, è già al lavoro da cinque anni. Lui fa l''ndoratore, cioè l'imbianchino. Con orgoglio e le profonde occhiaie che gli cerchiano gli occhi, spiega che se la cava bene con i colori mentre come muratore è "mezzo braccio", più o meno un apprendista. Ha imparato a mescolare le vernici "guardando", "ma è difficile", aggiunge.
Si guarda e si impara anche a macellare le carni al mattatoio, a servire nei bar e nei ristoranti di zona o a fare il panettiere che a Palermo, per antica tradizione, significa non fermarsi quasi mai. Mestieri faticosi, come quello di montare e smontare le fiere paesane e i mercatini itineranti. Attività, non senza pericoli fisici, che risente da sempre della stagionalità (poco lavoro in inverno, di più in estate) e della crisi economica che qui è arrivata prima del crollo che ha travolto le Borse mondiali. Qui quando cala la domanda si interviene subito. E si decide: la paga si è ridotta da 3,50 euro all'ora a 3. Punto.
"Ci alziamo alle quattro del mattino - racconta il montatore di fiere a nome di un gruppetto di "colleghi" - . Si lavora al freddo, si va fino a Marsala, Mazara del Vallo e quando ce lo chiedono arrotondiamo con qualche lavoro da muratore". Lui ha provato anche la vecchia strada dell'immigrazione al nord. A quindici anni (ora ne ha diciassette) aveva già lavorato in Toscana, in Friuli, a Milano aiutato dallo zio. "A Milano ho fatto per un anno il muratore. Lavori "lasci e prendi". Sono "sceso" per prendere la terza media. Per mettermi in regola". Cioè per avere qualche chance, magari un posto pubblico nell'epoca della globalizzazione. Sono "vite di scarto", pensando a Bauman, nell'Italia del 2008.
Posto un post della cara Odiobotero
"E Polis, dell'11 gennaio 2008, pag 6. Articolo "Moratorie per salvare la faccia" a firma dello scrittore Gianluca Prestigiacomo, si parla delle vere moratorie che sarebbero utili. Tra l'altro «Una moratoria che metta dei paletti allo spreco alimentare, perchè ci sono troppe persone grasse, ma non per disfunzioni ormonali. Sono grasse perché si abbuffano, mangiano a tutte le ore del giorno pur di riempire lo stomaco alla faccia di chi accetterebbe qualsiasi cosa pur di sopravvivere.»
Non so, non credo che queste affermazioni abbiano bisogno di commenti. Ma sono quasi felice di aver potuto vedere così chiaramente espresse opinioni che probabilmente serpeggiano più o meno nascoste ovunque."
Gianluca Prestigiacomo, mah ...